Expo 2015: Parte I. Veni.

Questa mattina mi sono recato… (schifo ! Sembro Gianni Rodari che rilegge De Amicis)
Ricomincio.
Stamattina alle 8.00 sono sbucato dal sottosuolo stile Ninja Turtles, ma vestito tutto sommato in maniera meno buffa.
No, non sono uno zombie. Il sottosuolo era quello ben cementificato del capolinea della Linea 1 di Milano c/o Rho Fiera. (Piccolo inciso: non potete capire cosa siano i nuovi vagoni della M1, la Rossa, della metrò di Milano. Sedili rossi, pavimenti rossi, luci fortissime. Un mattatoio ambulante, insomma. Ah ! Poi i sedili hanno un’inclinazione strana, scivoli verso il basso senza accorgertene.)
Visto il titolo del post non ci sono misteri nell’aria. Sono stato vinto dalla perfida equazione “l’Expo a Milano si terrà una volta sola nella vita perciò ci devo andare”.
Bella puttanata. (Ogni riferimento al padiglione della Moldavia è puramente casuale). (Per ora 🙂 ).
Vabbè, lascio per la fine di questo kilometrico sunto delle mirabolanti avventure di un pirla all’Expo (Ma che avete capito ?! Non è la cronaca della visita di Renzi) le mie considerazioni critiche riguardo questa farsa… ops ! mostra.
Per ora solo i freddi fatti…

La prima sorpresa sono stati i cancelli dell’Expo a poche decine di metri dall’uscita della Metro. La seconda sorpresa è stata l’apertura dei succitati alle ore 8,30. Avevo “gente” su whatsapp che già mi sfotteva per l’abissale anticipo. (Tiè! Ciapa! Non ho fatto fila !).
La terza sorpresa è stato il fatto che i cancelli di ingresso fossero a 7 anni luce dai padiglioni. Sono entrato tra i primi e mi sono dato un certo decoro, mentre intorno a me si scatenava un volatone da 3000 siepi. Poi ho capito il perché.
Mi ero dato come obiettivo l’andare a trovare ed affrontare senza rancore un posto speciale per me. Mentre la gente si accalcava in fila nei “soliti” posti, io passavo piano piano davanti ad un certo padiglione. Ma tutto era spento e nessuno ci stazionava davanti. Boh, strano. Allora mi sono trascinato un poco più in là e mi sono messo in coda con gente. E che fosse la coda meno lunga possibile. Non ho usato alcun senso critico geografico, ho scelto semplicemente la fila nei dintorni che fosse più breve.
E qui, in breve, mi sono piombate addosso la quarta e quinta sorpresa di questo Carnevale di Legno: i padiglioni aprivano comunque alle 10.00 (tanto per rinverdire le casse dei baracchini sparsi ovunque per vendere colazioni), ed io mi ero messo in fila per visitare il padiglione di Israele. Non ci credete ? Vedere foto, pls… ero appena uscito dal freezer “made in Tel Aviv”
Domani riparto da qui.

Jpeg
Jpeg
Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...