Se stasera avessi fatto ciò che volevo della cassiera dell’Esselunga, mi avrebbero dato un daspo.

Perché la spesa di stasera a mio parere era da considerare violenza sportiva.
Prima prova in area frutta: “schivaggio” delle vecchie catatoniche parcheggiate dalle famiglie rancorose, a sentire quanto siano mature le pere. Odio tribale. Hanno i capelli color Fata Turkmenistan ed hanno il leggiadro odore delle zeppole. Penso che si allenino nella frittura continua da quando avevano 65 anni, cioè nel 1975.

Poi il blocco della frutta secca. Sono 2 settimane che c’è più coda di carrelli per scegliere fichi secchi ricoperti di cioccolato, granella di canditi e zucchero, che nella corsia degli alcoolici settari. Se noti, mia amica cara, nel pezzo di corsia finale dei superalcoolici non c’è mai nessuno. Tranne persone sperdute come in “The walking dead” (Che poi vogliamo parlarne? “Perché e come” nelle series dedicate agli zombie i prati delle case sono curati? Chi cacchio taglia l’erba durante un’apocalisse zombie?) Solitamente i clienti Esselunga muoiono per la frutta secca ed i pavimenti bagnati. Ho visto fare dei carpiati a gente insospettabile. Che poi, per non fare figure di merda con i parenti, andava a spegnersi tra i superalcoolici. Sussurrando: “Vida Loca!”
Quando nella vita reale, dopo l’unico Nocino bevuto nel ’66, avevano vomitato in nuca al testimone di nozze.

Poi passiamo allo slalom speciale tra i nani. A Cologno Monzese il sushi è vicino ai giochi. Che poi a ben vedere, se fatto bene, il sushi ricorda i mattonicini Lego !!!
Se fatto bene. Quindi in SLunga sto problema non si pone. Ed io per prendere del tonno devo calpestare classi dell’asilo. Anche i comunisti mi guardano male:”Ma come! Li schiacci e non li mangi??” Preferisco il tonno.

Poi, dopo un paio di tornanti impervi in salita, sbuchi tra le piante ed i frigor. Driftando anche senza il carrello. Tra l’umido delle piante tropicali che gemono ed il clima da Tundra Artica, c’è un’umidità del 128%. Sudano anche i pinguini. Che poi è condensa. Anzi, sono pinguini con la condensa. Il bello che tra le piante ed i frigor, c’è il reparto Skuola. Ho visto dei quaderni di quinta elementare spessi come la bibbia. Ed ancora non contenevano le stesse minchiate.

Quando arrivi in fondo, hai una curva a destra pericolosissima. A volte le vecchie si muovono in branco e nonostante non possano più riprodursi dal tempo di Hammurabi, risalgono la corrente come salmoni. Con dei carrelli pieni di terriccio e stallatico di cavallo a Dicembre. Un frontale sarebbe deleterio. Quindi ti spari una curva da ippodromo passando per il reparto pescheria, dove rotolano cespugli, c’è la luna e si sentono i grilli.

NON farti tentare dalla “teca” della perdizione. Polli allo spiedo, patate di specie autoctone di Lilliput e stinchi. Se sbavi e ti avvicini… pare il deserto intorno. Come tenti di aprire le ante a scorrimento spunta un pensionato vietcong che ti cesoia una mano. Aprendo la vetrinetta contigua con una mossa da “metti la cera, prendi il pollo, togli la cera.”

Della cassa mi rifiuto di parlare. Anzi no. Stasera Avevo davanti una sciura velata. Nulla di che, mai come quella volta al Simply a Brescia che ho beccato una con il burka ed ho sparato un “Ragazzi ! C’è Batman !”
La cassiera l’ha interrogata su tutto. “Oh, oh, mi scusi se sono curiosa”
Ora so tutto della sciura siriana. Abita in Svezia.
Ok, comodo arrivare a Cologno Monzese per la spesa. Forse c’era il sottocosto, o forse aveva dimenticato la nonna a tastare pere all’ingresso. 6 mesi fa.

Al momento di appoggiare le mie cose da single sul nastro in cassa, il tonno si è sentito talmente solo che ha cercato di buttarsi di sotto. La mia spesa è passata inosservata, ma io ho guardato tutto. Tranne la cassiera. Che se mi avesse attaccato la stessa pezza della cliente prima, sarei ancora lì ora o a San Vittore.Oppure faccio finta di essere Uzbeko ed uso le depersonalizzazione.
Che disagio…

Eppure all’Esselunga mi trovo meglio. Di cosa non so, ma ci sono stati anche momenti gloriosi. In quinta superiore serviva alcool per la festa di fine anno a Milano. Ma eravamo già piuttosto marci. Ci siamo giocati il conto con una “partita di pallone” con una noce di cocco in loco.

La pianto qui, che sennò finisco a raccontare cose peggiori. Nel reparto salumi. 🙂

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48 pensieri su “Se stasera avessi fatto ciò che volevo della cassiera dell’Esselunga, mi avrebbero dato un daspo.”

      1. Marta, scusa la risposta completamente fuori sincrono. Letta la bozza. Il Boss è Lei, io sono quello che solitamente sistema le cose informatiche, ma poi scoppia ed a metà film muore 🙂 Scherzi a parte. Non ci sono sentieri. Io oggi ho buttato lì una cosa, perché l’incipit era moooolto chiuso. Bisogna creare a caso. Allargando la trama. Nessuno controlla le bozze di nessuno. Non è una responsabilità in più, solo una in meno.

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      2. Scolta, se fosse stata una roba non simpatica e non mi piacesse sorridere come uno scemo (la figura al massimo l’ho fatta io) ci sarei passato su. E no, non ho sempre in mente quello. Purtroppo ! 😂😂😂

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      3. Ma no, dai. Dipende da chi hai “intorno” quando lo dici. Io sono un cazzaro, e certe cose le sottolineo 6 volte, ma solo per ridere. Non sono volgare, penso tu l’abbia capito. Mi piace fare casino. 😀

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  1. Perché tastano tutte ste maledette che poi non comprano manco una mela?
    Le veci beate che palpeggiano e annusano ogni cosa mentre se io mi avvicino senza guanti in lattice, copriscarpe, camice sterile e ricoperta di candeggina dal fondo del magazzino mi lanciano pallet con la catapulta al grido di “signora non tocchi quello che non compra”.

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    1. Loro hanno l’esperienza magica delle condannate. Quella è la loro vita e ne sono gelosissime. Un anello per radunarle, uno per comandarle ed una pensione sfruttata dai nipoti per lasciarle al buoi dell’ignoranza del quanto siano belle le pere acerbe.
      …ti prego, l’ho scritta e non la cancello, ma non era una cosa sull’età. Le pere mi piacciono scrocchianti tipo mele. E l’acerbo era per lo stesso fatto. Le peggiori sono le pere tipo gomma.

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      1. La frutta dei supermercati è una fregatura, la colgono acerba e la fanno maturare nelle serre della cannabis, motivo per cui forse le nonne stanno lì ad annusare e poi non capiscono più niente della pensione, confondono i nipoti e dimenticano dove abitano…..
        Comunque le pere mollicce sono orribili, a volte si rifiutano anche di diventare marmellata per vergogna.

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      2. Posso sfiancarti con cose orribili ?
        La frutta tipo le banane e tropicalia arrivano acerbissime in magazzini orrendi vicino al mare. Sai come le fanno maturare ? In 6 ore con l’etilene.
        Le pere mollicce, se il sorriso è bello e danza, sono comunque pere da coccolare. Ahahaha !! Detto da uno che adulerebbe una prima ed anche una retro.
        Non so cosa mi sia successo, sono sempre sbagliato.

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      3. Sono d’accordo con le pere non troppo grosse, quando penzolano come delle tende umide è davvero triste.
        Ho sempre pensato che sbagliato sia un aggettivo utilizzabile solo per la matematica, le persone non sono sbagliate, sono originali.
        La donna delle pere (sode) ha detto si.
        Mi sono sempre chiesta in quale diavolo di montagna crescono gli ananas.
        Mah.

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