21.39

E forse fuori piove.
Tra tutte le trovate che la vita ha per stupire.
Proprio la pioggia. A gelare le fate insonni.
A cancellare le lacrime e renderle inutili.

Ci sono anfratti tra la testa e la spalla
in cui il mondo si infila e poi fa fatica a respirare,
dolci rumori di legamenti strappati ad arte,
pure striature di sfregamento
e quell’attimo insonne che sa di alba e polvere da sparo.

Quando apri gli occhi e balli,
ma vorresti pensare
ad una nenia sognata che sa di foglie sotto una pioggia vigile.
Ha il sapore di sangue, sapone e cuore per assonanza.
Trivellami d’astio e di sabbia non comune
ma lascia perdere lei che strilla nel buio.

Apnea:

Rigettami come un crocifisso a cinque punte,
ma non raccontarmi di cosa sia fatta la terra che ho nel cuore.
Puro pericardio d’Asino
che non capisce l’Amore.

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15 risposte a "21.39"

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