Klein Spel

Il bagnasciuga calpestato
con la luce ormai a tre quarti.
L’orizzonte viola, gonfio,
nel partorire la sera.
Lo scricchiolio della sabbia
insinuato già nella testa
ed il riconoscerti comunque
con il sole morente fisso negli occhi,
per la tua energia ocra.

Ti guardo godendoti con la testa
ed ho già le tue braccia al collo.
La tua umidità addosso.
Appena emersa dall’indaco iridescente dell’abisso mare
ti fisso come un dagherottipo moderno.
Il bianco latte del tuo ridere, quei pozzi verdi sul tuo viso
ed il nero movimentato dei tuoi riccioli spaventosi.

Mi accorgo allora di non respirare da minuti.
Scatta il piede e scalcia il sasso tra le onde
per liberare un po’ di spiaggia solo per noi.
Scatta il braccio e stringe.
Anelando le pieghe della tua pelle più profonde.

La brezza ci fa cornice nel divenir matura la sera.
Il sapore del sale che hai addosso e la musicalità dell’acqua
fan fibrillare un cuore mai sazio.
Ed io ormai perso, sospiro.
Ti guardo negli occhi ammaliato.
E ricomincio a sparare ai gabbiani.

Il lavoro è lavoro.

(Ahahahah!! Non chiedetemi come mi sia uscita. E’ una “cosa” di qualche anno fa. Quando ci ricapito sopra non manco mai di riderne. E’ bello “rovinare” le proprie cose. Essere in grado di creare un’atmosfera per poi farla crollare. Piccolo gioco. Come il titolo.)
Un bacio, buona serata! ❤

tropical strom
(Immagine pescata in rete)

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2 thoughts on “Klein Spel”

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