Dal parrucchiere, al lavoro: estasi e morte.

Ciao ciao…
casto

E niente. Ieri sono andato a tagliarmi i capelli ed il mio “castoro in testa” è andato in letargo. Uffa.
Sì, ok. Ormai i capelli mi arrivavano sotto gli occhi e la stagione calda è ormai qui. Sembra un discorso da fare ad un bambino per convincerlo a lasciare il ciuccio. Porca troia.
Ma sto scempio non era previsto!!!
Ora vi spiego. Cazzo.
Sono andato al mio solito posto. Mi ha preso sotto la sua ala protettrice la Giulia. Che taglia da dio, è creativa come piace a me e mi ha fatto lo shampoo coccoloso. “Poi è figa” lo lasciamo in secondo piano.
Lei: “Ma che fine hai fatto? E che capelli lunghi che hai…”
Io: (E’ per guardarti meglio…) “Almeno ci divertiamo. Voglio una rasatura parziale, lunghezze diverse, asimmetrie…. beh, il solito.”
Poi il disastro.
Mi hanno requisito Giulia. Serviva per delle tinte. A una vecchia di nome Flora. Subito rinominata da me “Batterica”. Anche se pareva di più “intestinale”. Simpatica come un dito cosparso di Gutalax infilato in quel posto.
Che poi…cazzo mi freghi la Giulia se vuoi farti i capelli azzurro metallizzato?? Ma vai in carrozzeria!
Ed io mi sono beccato, dopo shampoo, Maurizio.
Io non ho nulla contro il “parrucco gay”. A meno che non lo si incroci con il carnevale e poi lo si lasci libero di mettermi le mani in testa. Tipo ieri sera.

Anche perché uno dei mie sogni artistici d’avanguardia sarebbe una colossale distrazione: rubare un carro del gay pride ed infilarmici a Milano nel Duomo. Con in sottofondo questa canzone:

“Papa Umamaumau”. Il primo Papa nero dovrà chiamarsi così. Sarebbe figo.

Ripartiamo da Maurizio. Mi prende in mano i capelli bagnati come fosse un cespuglio di Salicornia. Io già lo odiavo in maniera netta.
“Preferisci un taglio lungo o corto?” (Come se le vie di mezzo fossero la morte dell’eleganza…)
Io: “Diverso. Un po’ scoppiato. Creativo.”
Lui:”Ok!!”
Ora odio i parrucchieri gay.
Fortuna che i capelli ricrescono. Fortuna che già lo odio.
Ma puoi tagliarmi i capelli così di merda?
Mi ha praticamente rasato senza usare la mietitrebbia elettrica! Solo con le forbici. Un’ora e mezza di taglio. Senza aver capito un cazzo di ciò che gli avevo chiesto.
Tanto è vero che alla fine al suo “ti piacciono?”, gli ho risposto “per fortuna ricrescono”.
Il seguito che ci sarebbe voluto: “io ti odio, pelato suggitore di gonadi maschili”, gliel’ho risparmiato. Il bello è che:

A) Mi ha tagliato i capelli utilizzando una spettacolarizzazione degna di un torero. Faceva girare la poltroncina e per fare un taglio di 15 cm si sparava 42.798 sforbiciate da 3 micron alla volta. Poi faceva piroette a caso con un rasoio in mano. Vicino alle mie orecchie.

B) Mi ha chiesto 56 volte se volessi farmi fare la barba. Visto il taglio di capelli, minimo mi avrebbe depilato anche l’inguine. Direi anche di no.

Ad una certa gli avrei urlato “Namastè, alè!!” e gli avrei scassato la testa nello specchio di fronte.

Ma veniamo ad oggi. Giornata pesante, come sempre ora al lavoro. Il peggio è che è stata pesante fisicamente. Non mentalmente. Mi sto sfracellando le palle. Il capo sorride sempre con aria furba. Perchè è il capo. E’ la tipica persona che trascinata fuori contesto continuerebbe a sorridere senza accorgersi di tutto il resto. Come farebbe un bambino che picchia una bomba atomica con un martello perché fa un bel rumore.

Domani uscirò a camminare un bel po’. Ne ho voglia. 🙂
Buona notte!! ❤

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16 thoughts on “Dal parrucchiere, al lavoro: estasi e morte.”

    1. Fortuna ha castrato solo il castoro… Tanto i miei capelli sono come l’erba grama… ricrescono sempre! Livello scoiattolo, formichiere, poi nutria, castoro…. il definitivo sarebbe orso. 🙂

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      1. L’orso ha una bella chioma a spazzola piuttosto curata a dire il vero, evidentemente non va dal parrucchiere che sforbicia un capello alla volta….
        Il livello definitivo è “mio fratello”, non in senso lato, proprio mio fratello davvero, che ogni settimana ha almeno 3 centimetri di capelli nuovi.
        Deve avere un serbatoio capellifero dentro i suoi due metri abbondanti di altezza che spurga ogni giorno, non mi spiego altrimenti questa ricrescita inarrestabile….

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  1. dietro la comicità c’è il vero dramma…si perchè affidare i propri capelli al parrucchiere è come affidare la casa all’architetto famoso…non ti ci riconosci più…e dal momento che la ricrescita degli amati capelli è lenta vorresti tanto chiedere tu il conto a loro per i danni subiti anzichè pagare cifre stratosferiche per lo scempio subito .Come ti capisco…ciao Fabio 😉

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  2. Uno scempio del genere non deve restare impunito. Offriti di contraccambiare praticandogli la depilazione del torace (se la fa di sicuro…) e accorgiti solo in un secondo momento di avere sbadatamente sbagliato laser: no, non era quello tricologico, era quello militare.

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    1. Ahahahah!! Ma noooo!! A parte la granata a frammentazione che gli avrei tirato al momento, è uno veramente preparato nel tagliare. Ha un lavoro di forbici fantastico. Quando ho fatto il militare ero rasato praticamente a zero… e per i primi 180 giorni, la caserma operativa che mi ospitava, non permetteva l’agio di capelli più lunghi o pizzetto (che anni fa andava di moda)
      Le armi con mirino laser le ho sempre odiate. Faccio di tutto per nascondermi e dedicarmi al cecchinaggio e poi vengo sgamato per una farfalla rossa contro un muro??

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    1. Se incrociassi le dita in ritardo funzionerebbe?? Spero tutto ok… e che Maurizio non sia passato da te!!
      E soprattutto un imbocca la lupo per il periodo… dai che manca un mese!!
      Conosco il disastro…Michela è in modalità Kill Bill…

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      1. Io sono più in modalità Sleep Bill! Se riuscissi a riposare un po’ sarebbe meglio ma è difficile per tanti motivi. Grazie dell’incoraggiamento ☺️☺️
        Dalla parrucchiera tutto ok, è bravissima!! 👍Ti mostrerei una foto ma nei commenti non credo sia possibile farlo…

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