Il Regio-Express… che disagio

Anzi! Che regio-disagio.
Siamo nel 2017 e… Anzi, siamo nel 2017, forse.
Perché, per non urtare i musulmani, potremmo essere anche nell’anno 38 dalla prima unghia incarnita di Khomeini o 1438 secondo la data islamica del “salcazzocosa”.
E’ possibile che nel nostro 2017 la voce registrata “made in ferrovia” esclami: “Il Regio-Express per Milano è in arrivo al binario 2 ?!”
A me viene sempre da ridere. Il “Regio-Express”, che figata. E di colpo mi vedo Benito con l’orologio da taschino nella mano salda, con la quale fino a 5 minuti prima ha tagliato del grano a torso nudo, che controlla l’arrivo del treno per tempo.
Poi mi parte la ridarola davanti a tutti quando ripenso all’intro della canzone dei Lolocaust “Nigga & pasta”, con la precisa voce “made in ferrovia”.
“Attenzione, il treno interraziale per Varsavia è in partenza dal binario 8. Ferma a Dachau, Birkenau…”

Io rido, rido come un coglione, ma…
(Ora parto con un pippone idiota sulla Shoa…)
Nuuuuu!!

Oggi il mio Regio-Express (cazzo, cambiategli nome. Ho sempre paura che mi arrivi una littorina a gasolio!!), da quando l’hanno annunciato, ci ha messo 15 minuti ad arrivare in stazione per il ritorno.
Nel frattempo, sul mio binario, sono transitati: un “Frecciarossa” bianchissimo e lindissimo Svizzero ed un treno merci talmente lungo e lento che pareva trainato da dromedari.
Ma poi, finalmente, ecco la vera star di questo pomeriggio: un ETR 524 della TILO. L’ente trasporti del Canton Ticino. Che ogni tanto viaggia verso noi poveri mortali. Nuovissimo, bellissimo, con il personale che in stazione scende mediante le pedanine idrauliche che raccondano il vagone alla banchina. E la gente, che sale o scende, ha una sola espressione: sorride.
Ma quello era il treno Svizzero che tornava in Svizzera.

Dopo altri 5 minuti, vedo dei lampi a circa 300 metri dalla stazione e sento come un rumore di latrare di cani, campo rom e bambini che picchiano padelle.
E compare lui…
Un Savoia-Marchetti mod.1928 “Addis Abeba”.
Ahahahahaha!! Subito ribattezzato “il treno puzzolente”, perché a parte che gli interni appiccicavano, sembrava che andasse a propano con un buffo ricircolo interno dei gas esausti.
A una certa si è presentato il controllore.
Ci siamo guardati un attimo. Ha avuto timore di chiedermi il biglietto, ma io l’ho avevo. Nei suoi occhi ho visto l’amore per sé stesso affogare in un tombino. Ha scosso leggermente il capo e alla ripartenza, se i finestrini non fossero stati bloccati da decenni di croppa appiccicosa, giurerei che si sarebbe gettato di sotto.

Tanto per chiudere qui le cose…
Il Dottore mi ha detto che devo fare asap una risonanza magnetica. Il ginocchio fuori è bello, ma dentro non si capisce cosa ci sia.
Un po’ come la testa. ^_^
Però qui ho li finestre spalancate, siamo in piena stagione di fioritura dei Gelsomini, e quindi sono felice. Profumo di giornate belle.

A dopo, w le ferrovie.
Svizzere. ❤

Annunci

5 thoughts on “Il Regio-Express… che disagio”

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...