Patty’s restaurant Pt. 6 di ?

Patty’s restaurant Pt. 5 di ?

Patty’s restaurant: intermezzo.

Patty’s restaurant Pt. 4 di ?

Patty’s restaurant Pt. 3 di 5

Patty’s restaurant Pt. 2 di 5

Patty’s restaurant Pt. 1 di 5

Patty’s restaurant Pt. 0 di 5

Ricordi: “Patty’s restaurant”. Intro.

Cerbero era vestito di pace la mattina dopo. Alba luminosa. Coreografie per i poveri di spirito, le ribattezzò. L’antidolorifico leniva, andando e venendo sulla lingua e sulle voci. Sparite. Forse assorte.
Un piano d’alcool e pastiglie su cui fondare una religione di pace.
Aveva bisogno di stampelle come di inutili cose comuni. Ricette. Solidarietà azzoppata e silenzio nella testa.
Marco era perfetto. L’amico mongolo trattato male. Le era stato dietro per anni tra i banchi ed era un misto tra noia ed ansia. Quella figura pesante tra le risate ed il retro delle macchinette del caffè. Inutile. Ma scintillante, ora.
C’erano bisogni, rilassatezza e dubbi. Magari avrebbe funzionato.
Aveva bisogno di un appoggio. Marco. Poche domande, tanta reverenza.
Lo chiamò dopo poco.
Lui corse troppo, lei gli fece fare il giro. Farmacia, voglia di amaca, ribrezzo delle voci nella testa che le chiedvano altro di nuovo ed un invito a cena come un luccichio in fondo alla strada. Per lei una metastasi idiota nella sua voglia di ringhiare contro le voci in silenzio. Ma serviva.

Lei si fece carina carina, ma le voci avevano occhiaie nere di dolore e stanchezza. Prostrate sotto una cappa di correttore color pelle. Viva.
Tuta larga e felpa aderente. Mai comoda.
Lui passò che la mattina era ben evidente in alto, ma non troppo per lei. Ora di spesa. E di un buon pranzo. Gli diede una lista. Lui la prese tra le mani come se fossero le tavole della legge ed un poco si scompose. “Ce la fai? Non ti sforzare.”
Corse via. Lei si mise all’opera per il primo piatto.
Il ripieno dei ravioli fatti in casa. Ricetta di sua madre. Un po’ addomesticata.Pesce, fettine in padella e verdure alla griglia di secondo. Un pomeriggio bucolico fuori dai vetri. In un tavolo nel portico. Appoggi strani tra tavola, acqua e farina quando lui tornò. Lui che aveva ancora la lista piegata per bene in tasca. Ancora con le stesse pieghe che lei gli aveva consegnato in mano. Come un salmo melodioso da non gettare. Mai. E la testa sulle montagne russe. Stomaco chiuso e voglia di vicinanza.
Coccole per lei. Sguardi per lui. E parole. Aveva un magone allegro e la voglia di cantare. Lei voglia di vino rosso, antidolorifici e di fumare. Tutto per tutti e le lame bevvero misericordia e vendetta. Pietà per gli stolti.

Lei rideva e si perdeva ogni tanto come ad ascoltare dei silenzi. Lui cucinava e sentiva caldo dentro. Stava succedendo davvero.
Marco mangiò comunque tutto. E tutto buono, come il pane fragrante che aveva al posto del suo cuore. Perso in quegli occhi da cerbiatta carnivora che non poteva capire nemmeno in superficie. A volte la superficialità incanta il fuori, mentre larve onnivore ti occupano da dentro.
Occhi che sembrano amore, scintillano indefessi anche mentre sogni male.

esta

 

 

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3 thoughts on “Patty’s restaurant Pt. 6 di ?”

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