La transumanza

Sembra un titolo falsamente ricercato di una delle mie sciocchezze poetiche.
Invece no, ma potrebbe pure diventarlo. E chi lo sa.
“Versicoli quasi ecologici” è la Poesia di Giorgio Caproni scelta per una delle tracce della prova di maturità di quest anno.
Ohibò. Caproni l’ho letto. Mai a scuola. E’ uno di quei Poeti giganteschi dei quali la scuola italiana ha poca memoria. La Poesia citata fa parte di una sua raccolta: “Res Amissa”.
Non vi riporto quella Poesia, vi riporto volentieri un brano di un’altra sua Opera chiamata “Perché restare”:

“…
(L’acqua,
da quanti milioni d’anni, l’acqua,
ha questo suo stesso suono
sulle sue pietre?)

Mi sento
perso nel tempo.
Fuori
del tempo, forse.
Ma sono
con me stesso. Non voglio
lasciare me stesso uscire
da me stesso come,
dal sotterraneo
il grillotalpa in cerca
d’altro buio.
Il trifoglio
della città è troppo
fitto. Io son già cieco.
Ma qui vedo. Parlo.
…”

Agnelli che cita Caproni. Caproni nato a Livorno, città che amo. Vista molte volte, purtroppo sempre di corsa, per lavoro. Ma che ho nel cuore.
Come Genova, città nella quale il Poeta è poi cresciuto. Zena. La Contessa dolce di risate e pensieri. Le mie città di mare.
Agnelli che cita Caproni e che tra poco apparirà in un’Antologia di Poeti sconclusionati, per lo più, curata da un altro Poeta. Elio Pecora.
E da qui “La transumanza”.

Volete sorridere?
Giorgio Caproni, nato il 7 Gennaio. Capricorno.
Elio Pecora, nato il 5 Aprile. Ariete.
Fabio Agnelli, nato il 7 Aprile. Ariete.
“La transumanza”, appunto.
Il solito.
Karma.
Idiota ad libitum.

NB: Non mi sto paragonando nemmeno lontanamente ai due Poeti citati. Con Caproni non farò più in tempo, ma spero molto di poter conoscere di persona Pecora.
Sperando che le mie sciocchezzuole in versi lo abbiano fatto almeno sorridere per il tentativo.

Pensate, Caproni in gioventù inviò alcuni dei suoi versi alla rivista “Circoli” sulle cui pagine venivano ospitate anche Poesie di Camillo Sbarbaro.
Gli risponde Adriano Grande, altro Poeta del quale a scuola non v’è traccia:
“Egregio Signore, la poesia è fatta per tre quarti di pazienza. Abbia molta pazienza e aspetti”.
Brutta risposta, a mio parere. Anche perché se la Poesia fosse pazienza, non ci sarebbe quel BISOGNO di scrivere che hanno i Poeti.
Caproni di pazienza non ne ha avuta. Si è scavato dentro e si è “risillabato”:
“Ho sentito il bisogno di riimmergermi nella tradizione, dopo tante invenzioni lambiccate e incomprensibili. E siccome la cura doveva essere radicale, ho scelto, per iniziare questo viaggio all’indietro, il Carducci, ossia il poeta che mi era più antipatico.”

E voi? Se doveste “risillabarvi” quale Poeta che vi è antipatico scegliereste?
Io il mio lo dico:
Giovanni Pascoli

“Fides”

“Quando brillava il vespero vermiglio,
e il cipresso pareva oro, oro fino,
la madre disse al piccoletto figlio:
Così fatto è lassù tutto un giardino.
Il bimbo dorme, e sogna i rami d’oro,
gli alberi d’oro, le foreste d’oro;
mentre il cipresso nella notte nera
scagliasi al vento, piange alla bufera.”

Ecco, Pascoli lo avrei preso a sediate.
Buon pomeriggio!! ❤

Terrazza Mascagni

(In foto: Livorno, terrazza Mascagni. Foto presa sul web)

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87 thoughts on “La transumanza”

      1. Poi ci sono alcuni Poeti conosciuti che hanno un modo di porsi che è allucinante. Non sono versi, i loro… Sono lamenti. A me poi viene da ridere e la voce dentro mi dice “Schhhhttttt!! Idiota, porta rispetto!” Ma io ho già gli occhi tipo cartone animato giapponese con le lacrime.

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      2. Uff! ^_^ Solo due per ora… Giovanni Cena, rinominato da me “John Cena” e Beatrice di Pian degli Ontani, rinominata da me “Elisa di Rivombrosa”. Lei era considerata “strambotta” anche nell’800, vedi te.
        Lei: “Se volete sapere dov’era la mia scuola
        su per i monti all’acqua e alla gragnola.
        E questo è stato il mio imparare
        vado per legna e torno a zappare”
        Ahahahahaha!!! Scchttt!! Scusa… Uff, che disagio.

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      3. Sai cosa? Altri tempi, altri versi, altre sensazioni. Anche solo il rammarico e la malinconia erano espresse in maniera diversa. Non è semplice avvicinarsi a “Cose” datate. Soprattutto per me che ci arrivo ridendo come un pirla.

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      1. ma ridere fa bene, al sistema cardiocircolatorio, al sistema immunitario ed all’umore … mens sana in corpore sano. Il buonumore dovrebbe essere materia scolastica con risate come prova pratica 😄😄😄

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      2. Sì, penso proprio di sì. Soprattutto con la gioventù di oggi. Sono “diversi”, diversamente sensibili e diversamente sollecitati. vedo mio figlio… un disastro. La loro socialità è un mistero.

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      3. io sono una ex figlia dei fiori, avevamo la rivoluzione nel sangue, la lotta per la conquista delle liberta’ negate in special modo al mondo femminile. Rivoluzione sessuale e minigonne, sigarette e corse in moto, la vita la vivevamo e ce la godevamo istante per istante strappando ore e minuti a genitori un po’ bacchettoni figli di una generazione quasi vittoriana

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      4. Ti capisco… Mancanza di ideali, ora. Magari assurdi, ma quanto sono belli i sogni? E quanto è bella la lotta per qualcosa? I giovani moderni mancano di mordente. O sono persi in bazzecole. Colpa dei genitori? Può darsi. Che gli abbiamo trasmesso? Forse nulla. Ed in quello loro ci sguazzano.

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  1. Il mio Must è Campana il mio Odio è per i Novissimi (escluso Pagliarani)… 😀 pensa un po’ trovo Pascoli divino… e Carducci potente… poi, va be Leopardi è fuori quota… Ho comnme sempre, poi Ungaretti e i poeti greci… da Saffo, Anacreonte sino a Kavafis… mi scuotono, infine, gli “Idilli di Messina” del grande Nietzsche… 😉

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    1. Carducci lo trovo anche io prodigioso in alcune cose, ma Pascoli mi ha veramente affettato l’anima. Lui ed il suo “fanciullino”. Però “Myricae”, anche solo per questa ricerca di una cosa così semplice e con un nome così mistico… Potrei chiamarci una figlia. Beh, per ora ne ho uno solo e si chiama Rainer Maria. Vedi tu. 🙂 Campana lo apprezzo ed in tutta sincerità i Novissimi non li conosco! Faccio ricerchina… 🙂

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      1. perchè “I canti di Castelvecchio” li butti via? Grande Rilke ok… quelli che non conosci e che mi stanno sui… sono Balestrini, Sanguineti… ripeto di quel gruppo (il gruppo ’63) amo solo Pagliarani…

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      2. Allora. Territorio inesplorato per me, eh!?
        Pagliarani. Sì, sì. Mi piace e dovrei perdermici dentro per almeno una mezz’oretta buona.
        Mi ha colpito questa strofa iniziale di “Se facessimo un conto delle cose”:
        “Se facessimo un conto delle cose
        che non tornano, come quella lampada
        fulminata nell’atrio alla stazione
        e il commiato allo scuro, avremmo allora
        già perso, e il secolo altra luce esplode
        che può farsi per noi definitiva.”

        Sanguineti, insomma. Se da una parte una Poesia come “Siamo tutti politici (e animali)” non mi ha colpito per nulla, se non per un certo disordine, non posso dire che “Afferra questo mercurio” non mi sia piaciuta. E’ musicale, buia, ripetitiva. Parole comuni con accostamenti mentali che paiono casuali.
        Diciamo che il Gruppo 63 si poggia in una frattura, per me. Sia andando in avanti dai tempi della scuola, sia tornando indietro dalle nuove correnti, a quegli anni non c’ero ancora arrivato. Grazie per avermi aperto una prospettiva nuova. Leggerò il meno possibile, questo non te lo nego. E sai il perché? Paura di copiare senza rendermene conto. E già, a volte, lo faccio anche con me stesso.Se la testa si fissa sul suono ravvicinato di due parole, non c’è modo di scostarla. 🙂

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      3. Mi fa piacere che tu abbia dato luogo a questo piccolo viaggio partendo dalla nostra chiacchierata…capisco cosa dici… ma se non leggi, altri echi ti assaliranno… leggere e bruciare…e lasciarsi andare , come Dadà, all’ebrezza della scrittura automatica… 🙂

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      4. Scrittura automatica. Sai quante volte mi assale? Soprattutto mentre sono in balcone a fumare. E poi dentro di corsa a scrivere e pubblicare. Quando sono in giro, invece, uso gli appunti rapidi del tab. Basta un verso. Poi si scatena un andirivieni di sensazioni e parole. Solitamente non mi preoccupo di “copiare” senza volerlo. Anche se nei tempi che furono, quando scrivevo su fb e non avevo un blog, scrissi un verso tipo “Chi sono io, se non un soldato del nulla”. E venni accusato brutalmente di aver copiato Grignani!! Ahahahaha!!!

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      5. ah ah ah… a me una volta su un foglietto disperso e firmato che venne recuperato da un tipo…questi disse che pareva Dalla! ah ah ah…destini bari… ah ah ah

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      1. Va bene anche Jimenez. Tutta la generazione del 27 molto strana( te pareva) mi piaceva molto. Lorca lo adoro. Gacela del amor desesperado tra le mie preferite la cazadora l’ho odiata ho preso 29 per una metafora non capita. Che voto è 29?????

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      2. 10- Io mi sono perso il 10 in italiano alla matura perché mi hanno chiesto di Ungaretti e del perché non abbia mai ricevuto il Nobel. Perché aveva aderito al partito fascista. Io ero un bohemien del cavolo che amava Ungaretti, che potevo saperne? E non trovo nemmeno giuste le parole di Ungaretti quando ha saputo del Nobel dato a Quasimodo, altro grande: “Il Nobel ad un pagliaccio…”
        Ma tra Poeti l’acredine scorre eccome.

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  2. Agnelli che cita Caproni e che apparirà in un’antologia curata da Pecora. Una transumanza alla ricerca di nuovi…Pascoli 😀 (ok, vado dietro alla lavagna da sola! )
    Pascoli non è tutto da “buttare,” ci sono alcune chicche soprattutto fra quelle poesie che a scuola non fanno mai leggere. E poi Camillo Sbarbaro…adoro.

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      1. ahahahahhaahahahah da bambina pensavo che S Giovanni decollato fosse un santo che avesse preso l’aereo ahahahaha. Vedi che Ciampino c’entra qualcosa? ahahah (e dopo questa chicca posso nascondermi per sempre 😀 😀 😀 )

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      2. Oddio… Doraemon, sei tu?! Comunque in Israele fanno anche la Desert Eagle, se non sbaglio. La 45 dei telefilm americani. Secondo me ha un rinculo da rinoceronte, ma non l’ho mai provata.

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