The Kandinsky suite Pt.II

Dopo il Mudec ed il bagno di colori di Kandinsky, il bagno è stato quello fatto sui marciapiedi del quartiere Tortona. Un caldo bestia. Ed una parte di Milano semi deserta nonostante quella vecchia zona industriale sia diventata negli ultima anni zona chic. Musei, studi di architettura, locali ed anche un nuovo passaggio ciclo pedonale che unisce la zona alla movida colorata della zona P.ta Genova e Darsena. Ci sono da fare tanti complimenti alla Milano che è cresciuta in questi anni. Certi quartieri sono rifioriti. La mia amata Lambrate, ormai culla della creatività ed architettura giovane, il quartiere Isola con i suoi grattacieli e la movida più ricca della città, il quartiere Tortona, appunto, per poi non parlare del nuovo design che arriverà al quartiere NoLo (Piazza Loreto) e dei grattacieli al posto della fiera vecchia.
Insomma “Tutt el mond a l’è paes, a semm d’accòrd, ma Milan, l’è on gran Milan…”

mil
(Skyline vista dal Duomo… e non vedo l’ora che riaprano i Navigli)

Dopo 200 metri di marciapiede bollente io e la Michi ci siamo infilati in un posticino caruccio. Giusto per bere qualcosa, anche se, visto l’orario, si sarebbe potuto anche pranzare. Ma… Il quartiere ve l’ho già descritto. Snobbettino. Locale grande, ancora mezzo vuoto. Salgo gli scalini, porta automatica, signorina in cassa e…
“Stiamo per partire con il Brunch! Avete prenotato?”
-“Sì, stocazzo”, sarebbe stata la risposta più immediata.
E ne avrei avute anche di peggiori, ma lasciamo perdere. Ci siamo seduti in vetrina su due sgabelli. Vedevo la gente fuori passare e sciogliersi.

Jpeg

Boh, che dirvi. Il locale era anche carino. Ma era pallosamente snob. Il che unito a birre alla spina fighette, succhi di frutta ricercatissimi, e toast a 12 euro, come le uova stapazzate, ci ha condotto ad uno splash&go in vetrina e a migrare per mangiare.
Un posto lo ricordavo lì vicino. Giusto dieci minuti a piedi. All’incrocio tra Viale Papiniano e C.so Genova.
Jpeg

Una birreria all’aperto. Posto simpatico nel quale ero già stato con le mie nipoti dopo un giro al Museo della Scienza e della Tecnologia non lontano.
Birra buona buona, hamburger seri e creativi e Nachos piccanti. Avevamo bisogno di magnare, di recuperare dal caldo e di parlare. Tutto fatto? Ohhh yes! Perfetto. Anche perché avevamo davvero bisogno di batterie cariche (e di parlare un bel po’) per affrontare la mia solita menata cosmica: “Uè, figa, la metro sarà anche comoda, ma arrivare dalla Darsena al Duomo a piedi è roba da che ti fa innamorare di Milano”. (Scusate il “figa”. Ma non era riferito a Michela. Anche se è figa. [Ok, ora è riferito. ^_^ ] Un milanese che si rispetti usa il “figa” tipo la virgola. Mai come quelli di Lecco che ci mettono davanti pure un “Ohhhhh…” lungo 2 secondi.)

E’ stata una bella camminata. Abbiamo vetrinato un po’ a cacchio, soprattutto per ridere. C’erano cose esposte che voi umani…
E partiamo con:

P_20170709_153221.jpg
(Scchtttt! Giuro che non lo dirò a nessuno. Non le vorreste delle ciabatte pelose che costano così? Ma io l’indirizzo non ve lo do! Tiè! Le voglio solo per me!)

Giuro. Negozio di fianco:
Jpeg

Roba che se sei ubriaco (condizione per quale spesso a Milano ci si riferisce con il termine “ciocco-merda”, ma un tempo ci si sarebbe beccati il nomignolo di “Gajnatt”) finisce che spendi 30 euro per vestirti e 300 euro per le ciabatte pelose. Se manchi il periodo sconti sei finito. Tu e le ciabatte pelose sotto un ponte. E’ amore.
Michela non le ha volute. Manco i vestiti cinesi che devi indossare solo la notte. Anche perché quella roba con il sole prende fuoco. Sicuro.

Dopo i kilometri a piedi ci voleva una rifocillata. Io e Michela, quando siamo in centro, ci “appoggiamo” sempre al “Bistrot San Carlo al Corso”. E’ tranquillo, in una rientranza di C.so Vittorio Emanuele davanti all’omonima chiesa. Carino, simpatico, servizio eccellente e mi dice la Michi dalla regia che il caffè shakerato è ottimo. Come gli stuzzichini apocalittici. Un piattone ^_^ . Il proprietario è attento ai clienti, il servizio in giacca e la sciura in cassa ci fa sempre spaccare dalle risate.

Tante altre parole. Un temporale finto che è durato 23 secondi netti, e la sera che avanzava…
San Carlo
(Foto stavolta presa in rete. Mi ero dimenticato di scattarne unaaaaaa!! Le ciabatte pelose mi hanno completamente distratto i pensieri. Anche perché i funghi riscaldanti a Luglio sarebbero da ergastolo! 😀 )

Poco dopo… abbiamo preso la metro ed ho accompagnato Michela in stazione a ciapare il treno. Questo fine settimana andrò io su da lei. Pota scét, è un po’ che manco da Brixia!

Buona serata! A dopo! ❤

Annunci

7 thoughts on “The Kandinsky suite Pt.II”

  1. L’è una bela tusa!!!! Non avevo alcun dubbio che la Michi era una strafiga! Ahahah comunque ho riso e che tenerezza quando descrivi Milano. E quando ci vedremo( Michi non ti preoccupare di me) mi fai da cicerone… perchè vuoi mettere una che scatta e tu che me la racconti così? E comunque si sì figa è un intercalare…. come direbbe il milanese imbruttito figa e fatturato ahahah! Oh ma ste ciabatte pelose????

    Liked by 1 persona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...