#OldSchool. Dieci di sera: #1

Un guidatore su 6 viaggia senza assicurazione in Italia. Materialmente ti porta a una possbilità su 1000 di essere fermato dai vigili a Milano. Salgono a una su 200 se circoli la sera. Se poi hai un faro bruciato, hai bevuto, ed hai una signorina in auto piuttosto vistosa rischi di avere una quota bassa anche in Snai.
Però certe voglie non le puoi barattare con la sicurezza, no?
Profumi, intenzioni, giochi leggeri e profondi. Bello lo stimolo al rischio. Eccitante. A cazzo duro con il volante in mano. Anche con un faro bruciato.

20 minuti dopo. Piazza Loreto. Mi fermano.
Vedo nello specchietto che si avvicina il bullo, camminando come un astronauta sulla luna. Un astronauta che si è cagato addosso.
Ops! Sono due: uno di qua e l’altra di là.
Cerco di svegliare Oxana. Che almeno non le venga un colpo. Ci tengo. Sbadiglia senza volerlo, cerca di sorridere, è sotto effetto. Si scuote e fugge dal finestrino dopo essersi trovata l’agente fuori dal vetro.

Ok, sì signore. Patente e libretto ce li ho. L’assicurazione è qui.
Annuisco e non sorrido. Con la migliore faccia da poker per gli sbirri. Con la loro cazzo di pila in mano mentre indagano a caso manco fossero le luci di Londra durante i bombardamenti. Però l’agente B, la donna, perquisisce Oxana con gli occhi.
Io mi ero preparato tutta una storia simil reale. Sono 2 giorni che non mi fuziona il faro del Suv, ma ho un po’ di remore nel portarlo a far vedere. Ahhh, soliti casini di famiglia. Dovrei prima scaricarlo.
Ho anche la lampada vecchia del faro bruciato. L’ho cambiata e non va. Lo spiego al cowboy in divisa. Tira su il mento con faccia tranquilla. Lo sento pensare “onesto”. E pare soddisfatto.
Ma il cerbero dall’altra parte insiste. Nana rasata, simpatica come un porcospino nel culo.
Mostro la vecchia lampada bruciata e mimo qualche guaio nell’impianto luci. Apro la bocca il meno possibile. Prima che la torcia della nana mi dia fuoco al fiato. Stasera è serata di festa. E non vorrei perdermela.
Bene. Se ne vanno.
Io festeggio facendo smorfie allo specchietto.
Oxana russa. In tutti i sensi.
Devo sbrigarmi. Ha fatto effetto ed ho bisogno di una laboriosa coreografia per la festa a sorpresa.

Dopo kilometri in autostrada la sento sonnecchiare rilassata. Chissà a che pensa. Un mondo fatato di profilattici e soldi facili. Vita da escort.
Io la guardo sorridente, tenero e mi chiedo quanto abbia mangiato il giorno precedente. Che poi toccherà pulire a me. E dentro le donne hanno sempre un casino fuori dal comune. Infatti, solitamente, non le apre nessuno.

Mi asciugo il sudore dalla fronte.
Ho praticamente due cadaveri nel bagagliaio del Suv. Ma quella che ancora russa sarà il mio lasciapassare. E’ bella bella ed a Lei piacciono le belle donne ancora vive, ma rilassate.
Appena a casa si anadrà tutti a nanna.
Ho la testa occupata dai pensieri.
Le solite preoccupazioni famigliari. La mia donna rompe comunque.
Non tanto per il lavoro pesante, ma per il mio hobby.
L’ultima volta ho avuto problemi, mi ha ripreso.
Mi ha detto che il lavoro è lavoro. E quindi se mi diletto gratuitamente dovrò pagarle gli spazi che le occupo in albergo. Ed i freezer a pozzo anni ’80 consumano un sacco di corrente.
Parole di fuoco le sue!
“Ehi, non fare il furbo. Tu lavori sempre a pagamento! E questa chi è? Per chi? Non avrai mica un’amante!”

Il ritmo dei suoi occhi mi è piaciuto proprio poco. E stavolta siamo in tre. Quattro con lei.
Sarà meglio che mi fermi a comprare dei fiori ad un semaforo ed una buona bottiglia in autostrada.

Pro

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