15.09.17… Chronicles

Ma ciao! E benvenuti a questa puntata di “disagio metropolitano”.
Stamattina mi sono alzato di buon’ora e mi sono recato, cammin facendo, alla metropolitana di Morte Civile. Un mero trucco, in fin dei conti, poiché l’obiettivo non era certo quello di andare a Milano.
Finta, contro finta, tabaccaio, edicola e bus per Melzo. Ridente cittadina nella quale non si sarebbe fermato nemmeno vostro signore. Infatti ha preferito Eboli.
Ora vi spiego il perché.
Naaaa, non il perché Gesù abbia preferito la provincia di Salerno a Melzo, quello è lampante.

Io ho viaggiato verso Melzo perché mi servivano un paio di documenti al Centro dell’impiego. Ieri pomeriggio sono stato contattato da un misterioso Istituto milanese che organizza corsi di Inglese gratuiti patrocinati dalla Regione Lombardia. Il loro corso durerà una settimana e sarà di livello intermedio.
Quelli di Melzo, alla richiesta dei documenti, mi hanno guardato come fossi un traditore, ma le loro proposte similari non erano certo allettanti:
– Corso per avere il patentino e guidare il muletto. (Sono un Commerciale. Ergo occhi sbarrati e “WTF!?”)
– Corso di contabilità generale. (Sono un Commerciale. Ed alla parola “contabilità generale” sarei scappato in Bielorussia a raccogliere funghi.)
– Corso di Inglese base. (Parlo Inglese decentemente ed al solo pensiero di tornare indietro al: “the book is on the table and today it’s friday!”, risponderei con un: “I stabbed the teacher on saturday morning and it was cool!”)

Va beh, tutto risolto? Certo che no. Mi hanno chiesto una copia del Diploma. Che, così a memoria, mi pare di aver smarrito nel 1998. Uff, vedrò di cavarmela lo stesso. Sorrisi sprezzanti, minacce, frasi ad effetto stile “E allora le foibe!?”… Ne uscirò vincitore.
Stamattina sono stato veloce, preciso, quasi chirurgico. Infatti per le 9.50 ero già di ritorno in stazione a Melzo per prendere il bus che mi avrebbe portato di nuovo a Morte Civile. Ma…
11.40. Il primo bus sarebbe partito a quell’ora.
Piano B. Prendere il treno fino a Milano e poi tornare indietro con la Metro. Un piano B di merda, detto tra noi, ma il piano C che avevo in testa era il dirottare un Taxi. Quindi benvenuto piano B!! Ti lovvo.

E qui, senza che nemmeno me ne rendessi conto, è iniziata una farsa carnascialesca: “Quanto sono sexy le macchinette automatiche per i biglietti?”

Parte 1: Sottopassaggio, tempo cupo, musica strana nell’aria, 4 minuti all’arrivo del treno, davanti una sola persona.”
In bicicletta, con le cuffiette. “Sditeggiava” lo schermo della macchina automatica di Trenord ed ogni tanto si portava le mani al cappellino da baseball rovesciato che aveva sulla zucca.
2 minuti all’arrivo del treno. Gli busso sulle spalle. Lui si gira. Gli parlo. Non capisce una mazza. Gli riparlo. Si toglie una cuffia dall’orecchio e mi parla di Kant: “Merd, qui non funsiona un cass”.
Io: “Guarda che non è touch screen”.

Gli faccio vedere come si fa mentre compro io il ticket, prendo il treno al volo. E lui che se la faccia in bici.
Ma il Karma “boia e poco elegante” ha sempre le sue schifose rivincite.
(Tipo quella del farmi comunque arrivare quasi in centro a Milano per poi tornare a Morte Civile.)

Parte2: Scendo a Garibaldi. Tocca uscire da sottoterra, prendere il mezzanino, comprare il biglietto ed infilarsi in metropolitana.
Arrivo davanti alla coppia di macchinette vendi-biglietti presenti. Quella a sinistra era morta. Ovviamente, davanti a quella destra sostava una coda infinita. 2 turiste francesi, un tipo “come quello di Melzo in bici” come assistenza tecnica ed un mistero: “Perché utilizzano come lingua il tedesco?”

Dopo 10 minuti, schiamazzi ed isterismi, sono avanzato tronfio come se avessi tra le mani l’unica scienza esistente.
“Ma che cazzo state combinando? Vi faccio vedere come si fa!”
E niente: quella macchinetta era sì touch screen, ma era posseduta da Satana.
Il tedesco non lo si poteva togliere come impostazione linguistica ed il biglietto minimo acquistabile risultava essere di € 4,83. Cosa che ti permetterebbe di arrivare a Vercelli.
Quando uno deve uscire a forza da un’azione ardita finita così in merda, i casi sono due:
– far finta di dover andare davvero a Vercelli
– scomparire tramite l’utilizzo di una “palletta ninja” che alza una cortina fumogena.

Ho fatto finta di dover andare a Vercelli, ho mimato di avere una vecchia zia che ha delle capre laggiù ed ho preparato le monete per pagare il biglietto della MM2 più caro della storia. Ecco.
Il meccanismo che riceve le monete non funzionava. Cristo. Sarei venuto ad Eboli pure io.
Con un lieve tremito delle mani e la fronte imperlata, ormai davanti a 15 persone almeno, tiro fuori dal portafoglio una banconota da € 20,00.
“Inserire meno denaro, resto massimo € 10,00”.
E la macchina automatica, per ovviare all’inconveniente, mi propone l’acquisto di 3 biglietti per Vercelli.
Mi si è spento il cervello. Modalità zingaro ninja hacker un po’confusa.
Ginocchiata nel pieno centro della macchina. Risultato? Un lieve tremore dello schermo, nulla di più.
Che fail… Via di palletta ninjia!!

Tempo speso per l’andata? 35 minuti x € 2,00
Tempo speso per il ritorno? 2 ore e mezza x € 5,60

E non sono nemmeno passato da Vercelli.

17 pensieri su “15.09.17… Chronicles”

  1. giuro che sto ridendo già dal tizio in bici e ancora nn mi sono fermata!!!!😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

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  2. Ahahahah oddio miooooo!!!!! Quanto mi manca Milano…. e pensare che odiavo prendere le nord( prima erano quelle) la metro puzzona…. adesso mi manca…. sarei spaesata con tutta sta tecnologia!!!! Ahahahah

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    1. Beh, è cambiato un po’ tutto! Nuovi treni lucenti con i sedili scomodi, comprare i biglietti con lo smartphone, “timbrare” sia in entrata che in uscita… poi è cambiata tanto anche la gente. Rimangono sempre i nomadi con le fisarmoniche, quello sì.

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      1. Cavolo, mi sentirei un’aliena ( aridaje) ma verró…. ci dobbiamo troppo vedere. Sempre che riusciró a timbrare a non far incastrare niente giusto per non farmi smadonnare dietro…. ahah i nomadi na’ rottura!!!! E bbbastaaaaaa, bastaaaaa

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