Genova per noi. #2

Eccoci al giorno successivo. Pasqua di sole!
Quindi niente ombrello fucsia, che tra l’altro Michela si è dimenticata al B&B e che quindi rimarrà (beato lui) a Zena, e programma confermato.
Il primo passo è stato raggiungere Palazzo Ducale per la cosa più importante: la colazione. Scherzi a parte, non provate a far saltare la colazione alla Michi. So che la maggioranza delle persone quasi “dipende” dal caffè, ma io, non bevendone, faccio fatica a farne una ragione di stato.

Acquistati i biglietti per la mostra di Picasso e quella fotografica di André Kertész, che io pensavo fosse un centrocampista dell’Honved mentre viene presentato come “…un grande maestro della fotografia del Novecento…”, ci siamo attardati per 10 minuti al già citato mercatino dell’antiquariato.
La mostra di Picasso è davvero ricca di capolavori di varie epoche e periodi e grazie alle numerose notizie a disposizione del visitatore, si riesce a ricreare un percorso logico durante la vita del Maestro. Davvero ben fatta, una delle mostre migliori che abbia mai visto. Consiglio di visitarla. Purtroppo non vi posso portare testimonianze digitali visto che le foto erano proibite. Con flash, senza flash, di sfroso… nulla.
Della mostra del fotografo ungherese, che dirvi… io di fotografia ne capisco davvero poco. Alcuni scatti, sarò piatto e povero nel giudicarli, erano davvero “belli”. Diciamo intensi, va! Alcuni altri non li ho proprio compresi. La maggior parte del tempo l’ho passata facendo incazzare Michela, che invece era ispirata, con dei commenti completamente fuori luogo. 🙂

Dopo aver ritirato le macchine fotografiche ed i giubbotti all’ingresso della mostra, via verso la stazione. Direzione mare! Nervi e la sua passeggiata a strapiombo sulle scogliere.
Essendo Pasqua diciamo che non è stata una cosuccia proprio romantica alla “io, lei ed il mare”. Penso ci fossero 2.000 persone incantate da un mare piuttosto mosso, da un sole puro e da colori che riempivano il cuore. Salsedine, schizzi di mare e gabbiani. E bambini rompicoglioni. Immancabili.
Ora vi lascio qualche scatto che ho fatto quel pomeriggio.
Ripeto, la “professionista” delle foto è la Michi, agevolata dalla sua reflex Canon e dal sapere bene come usarla. E come fare una post produzione decente.
Io ho una Nikon digitale che fa tutto da sola. E tra l’altro, essendoci il sole, non vedevo una beata mazza di quello che stavo fotografando dallo schermo LCD posteriore.
Se non è mettere le mani avanti questo…. eh?!
A voi! ❤

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12 risposte a "Genova per noi. #2"

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