Droplets

Mai affezionarsi ad un accendino usa e getta.

Rabbia e spine ricurve.
Lasciatemi uscire
almeno per un po’.
Non riesco a dormire con uno ‘steto’ legato alle costole.
Su questo materasso che mi si ingoia.
Cullato da un sottofondo di catastrofe.

Non voglio ascoltare più nulla, solo il mare.
E la chitarra che ho nella testa ogni tanto si distrae e rantola.
Ma non voglio notizie, non voglio sapere.
Chi c’è, chi non c’è, quanto ci sarà da pagare, da aspettare.
Da cagare sangue.
Niente sarà più come prima. Un prima che non è mai stato. Posso quindi inventarmi almeno un passato?
Visto che il futuro mi è già stato portato via e ingabbiato?

Sogno di scottarmi i piedi sotto il sole.
E di volere tutto ciò che non volevo in quel prima.
E non di soffocare il panico e la voglia di shopping compulsiva
comprando mascherine colorate e fiori di plastica
all’unico cazzo di supermarket aperto. Senza superare i confini del comune.
Con i deodoranti in offerta.
Tanto per chi non dovremmo puzzare?
Per i corvi sui tetti che misurano l’attesa?

Quando ci isolerete su mongolfiere per fon farci nemmeno toccare terra?

Con la promessa che così potremo vedere per primi la vera alba del cambiamento arrivare da occidente?

Dormo con la testa sudata.
Sotto ai fossili.
Non cancellerete tutto.

Almeno non tutto insieme.

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